Rubrica: Purché sia di serie. Recensione 18/195: Victorian Solstice di Federica Soprani e Vittoria Corella. Volume 2
La rubrica prevede lettura e recensione di un libro facente parte di una serie ma non il primo pubblicato ed oggi vi parlo di Victorian Solstice volume 2 una detective story ambientata nell'età vittoriana di cui mi sono follemente innamorata.
É grande come il cielo il principe di tutti i tetti, ha un occhio buio come il pozzo delle favole, ha un mantello bagnato fatto di ombre che gocciola sul tappeto, entra come una folata d'aria fredda, di quelle che fanno danzare le lingue di fiamma sulle candele. Qualcuno di sicuro sta raccontando una fiaba su di lui, in qualche lettino lontano e ben rimboccato, prima che la candela si spenga. L'Uomo nero. Il Baubau.
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Victorian Solstice, Volume 2 Federica Soprani, Vittoria Corella Detective story, gotico, Indipendently publish, pag. 494 Valutazione ⭐⭐⭐⭐⭐/5 |
Trama
Londra 1891: Jericho Shelmardine, il medium più chiacchierato di Londra, e Jonas Marlowe, ex ispettore di Scotland Yard, sono soci nell’agenzia investigativa J&J Investigations.
Quando il Visconte di Chelsea e la sua innamorata Boudicca Lovelace si presentano da loro chiedendo aiuto per fuggire da Londra e coronare il proprio sogno d’amore, i due investigatori non possono sapere che si ritroveranno invischiati in una guerra senza quartiere tra la più potente organizzazione criminale dell’East End e la cellula più oscura e subdola dei servizi segreti britannici. Ma loro sono abituati alle sfide impossibili.
Come quando Mary Kelly, prostituta di Whitechapel, offre loro tutti i suoi risparmi per rintracciare il mostro di cui è innamorata, l’Orco. Dal passato di Jonas riemerge una vecchia conoscenza, Harper McLeay, e la trama s’infittisce, fino a un epilogo degno di un romanzo gotico.
Recensione
Il secondo volume di Victorian Solstice mi è piaciuto tanto quanto il primo se non di più. É cambiata la struttura, due detective story più lunghe in un volume più corposo, e vi consiglio, come suggeritomi dalle autrice anche se non è indispensabile di leggere prima il breve racconto Major Arcana, scaricabile gratuitamente dal sito qui per alcuni dettagli riguardanti i personaggi principali in modo da avere un quadro completo.
Dentro a Victorian Solstice di buoni ce ne sono pochi, spesso apparizioni fugaci qua e là, escluso Jonas, però riverberano anche se quel bene nel male sembra ingenuo. Ce n'è una che a scriverne il nome rende l'aria pulita e piena di stelle: Mary Kelly. Ci sono poi figure nel mezzo o meglio oltre come Jericho e soprattutto come l'ispettore Harper "manicomio" MacLevy un personaggio capace di sbalordire Jericho quindi spiazzante. quindi affascinante. Le bestie pure, prive di anima,invece abbondano, ma ce n'è una che solo a pronunciarne il nome mi raggela: Taylor, faccia d'angelo. E poi ci sono alcuni orchi nell'inferno capaci di toccarci con una delicatezza tale da creare calore e non cenere. Ce n'è uno, Karl McCoy, ohh Karl, che anche solo a pensarlo, il nome, ho paura che scompaia.
In Victorian Solstice volume 2 ritroviamo l'Ambasciatore dei morti, Jericho, ed il Guerriero della luce, Jonas, in quella danza intima, ancestrale i cui passi sono un mistero per chi li guarda ma così perfetti da non rischiare mai di calpestarsi anche quando non si vedono, una danza così armoniosa da avere paura di rompere l'incantesimo solo leggendo. Ritroviamo gli altri comprimari, perché le autrici non abbandonano nessun personaggio a meno che non sia lui o lei a deciderlo ed anche in questo caso il destino viene trascritto. Ritroviamo la stessa Londra marcescente, buia, sporca con un viaggio a Parigi ed un breve soggiorno in Italia; ritroviamo il mondo di sopra, il mondo di sotto, i re senza corona, il mondo dei vivi e quello dei morti.
E poi troviamo qualcosa di nuovo, qualcosa che mi ha raggelato il sangue e poi lo ha riscaldato. Alla fine del primo racconto non l'avevo ancora capito perché quella delicatezza uscita da alcuni brani legati ai personaggi del buio, arrivata alla pancia, strideva nella mia mente. Poi con il secondo racconto mi sono arresa serena all'evidenza: il bene nel male tocca. Tocca incidendo la carne con lo struggimento. Non sto parlando del bene degli eroi, del lato luminoso dell'essere umano, sto parlando dei mostri, degli orchi, di Babàu, delle bestie sanguinarie, dell'Uomo Nero. Sto parlando del bene dal male.
Con questo secondo volume le autrici hanno trasformato la distruzione pura in struggimento, soprattutto il mio, per quella parte considerata dalla maggioranza il lato malvagio delle favole. La mia testa ha fatto click ed ho desiderato la salvezza degli orchi così come la descrive Buzzati nel sul racconto Babàu:
Era molto più delicato e tenero di quanto si credesse. Era fatto di quell'impalpabile sostanza che volgarmente si chiama favola o illusione: anche se vero.
Galoppa, fuggi, galoppa, superstite fantasia. Avido di sterminarti, il mondo civile ti incalza alle calcagna, mai più ti darà pace.
Uh come mi ispira questa serie!
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