Lettura 216. L'ombra del commissario Sensi di Susanna Raule. Vol. 1
L'uomo e il demone camminavano fianco a fianco, questa volta.
Scelgo Susanna Raule quando ho voglia del diverso. E trovo sempre quello che cerco: stare un po' qua e un po' la, oltre il velo nero che qui diventa rosso, senza prendersi mai troppo sul serio grazie all'ironia, incredibilmente seducente.
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Il commissario Ermanno Sensi non è il classico poliziotto. Con gli occhiali scuri perennemente calati sul naso e un look gothic-dark vagamente minaccioso, di classico non ha proprio nulla, e anche il suo stile investigativo lascia alquanto a desiderare. Anzi, si direbbe che il commissario Sensi non faccia altro che sottrarsi alla sgradevole routine del suo mestiere. Ma un giorno, sul lungomare di Spezia un passante trova una sciabola piantata tra i lastroni di pietra; sembrerebbe uno scherzo di cattivo gusto se non fosse che la sciabola scompare lasciando una macabra scia di cadaveri decapitati e una testimone oculare giovanissima e terrorizzata. Più interessato a quest'ultima, Sensi deve suo malgrado fermare il killer prima che colpisca ancora; ma nel frattempo, affamata di sangue e di morte, riappare l'ombra di un passato inquietante.
Il commissario Ermanno Sensi non ha un taccuino, non porta l'impermeabile e non si prende mai troppo sul serio. La squadra con cui lavora non conosce la sua storia Sensi non ne parla, invece a noi c'è la svela, qua e là, l’abile penna di Susanna Raule con quel modo di narrare non lineare ed efficace. Perché non serve sapere tutto per unire i puntini di una narrazione.
L'autrice é brava nella costruzione delle storie traina chi ascolta, portandoci a voler scoprire, conoscere: non possiamo buttare via qualcosa solo perché non la capiamo, non trovate?
Punto di lettura
Se sentite un acre odore di zolfo, guardatevi intorno: vedrete un uomo alto un metro e ottantuno, capelli neri come i vestiti, anfibi ai piedi e occhi grigi. Non abbiate paura, è il commissario Ermanno Sensi. O forse sì, dovreste averne, se notate che porta occhiali da sole scurissimi anche quando non serve, se il suo aspetto, é più goth del solito e soprattutto se la sua ombra si contorce o assume forme bizzarre perché lo sappiamo che le ombre non si muovono da sole.
L'autrice é brava nella costruzione delle storie traina chi ascolta, portandoci a voler scoprire, conoscere: non possiamo buttare via qualcosa solo perché non la capiamo, non trovate?
Mi è bastata una settimana quella dal 3 al 10 marzo, la durata della prima indagine, a La Spezia, la città in cui si svolgono gli eventi, per innamorarmi di Ermanno Sensi, per affezionarmi alla sua squadra, al cane Gaspode, al padrone adottato l'arguto Giustino Levi, molto meno a Silvia, che non mi ha convinta fino alla fine. Vi chiederete chi sarebbe? Beh taccio per non dissipare troppo la nebbia.
Ed ora? Nessun lutto per la fine dell'indagine, ne ho altre.




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