Lettura 220: Il collezionista di Daniela Gatto.

Sapevo che l'avrei letta non appena l’autrice ne ha parlato e la ringrazio per la copia digitale.
Non so dire se le mie aspettative fossero alte, se la parola gumiho,  la leggenda delle donne volpi, mi avesse fatto immaginare una sfumatura misteriosa più marcata, oppure se non fosse il momento giusto. Credo, onestamente, che alcune storie non arrivino come dovrebbero e non centra né chi legge né di chi scrive, soprattutto quando chi scrive lo fa bene.

Il collezionista, Daniela Gatto,recensione

Pag. 297
Pubblicazione: 10-09-2025
Romanzo
⭐️⭐️⭐️/5


Trama


Il Collezionista si fa leggere,  ho trovato tutti elementi che l’autrice usa con maestria, già apprezzati in Come l'edera per l'albero. I capitoli brevissimi dove si alternano i punti di vista tra i due protagonisti; la narrazione in prima persona; l’attenzione all’ambientazione, qui con l’inserimento di termini orientali corredati dalla relativa traduzione.
Eppure non sono riuscita ad entrare in empatia con la storia, soprattutto con la protagonista: Sheridan.  É stata "troppo" nel suo essere diversa, l'ho sentita fin dall'inizio fuori contesto, come se appartenesse ad un altro tempo, più contemporaneo, ad un'altra storia, più moderna, come se non fosse una schiava, in un paese straniero, in un tempo antico e forse mi aspettavo, con lei, di scoprire di più sul mito della gumiho.

Nella relazione tra Sherida e Sin Baesk So, tra fughe e recuperi, mi sono mancati alcuni passaggi emotivi: dubbi, esitazioni, confronti ed ho perso mordente e coinvolgimento.
Di contro, ho apprezzato molto Sin Baek So, che riesce a combinare autorità e vulnerabilità, desiderio di controllo e momenti di inaspettata empatia e passione, è lui a guidare la narrazione anche perché la storia dentro alla storia lo investe personalmente. 

Insomma tra me e la storia non si è accesa la fiamma, mentre la copertina beh, è un capolavoro. 


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