Lettura 226: Black Friars - L'ordine della spada di Virginia de Winter. Volume 1
Black Friars é una storia sontuosa. La lettura richiede lentezza, attenzione, tempo, regala struggimento. Così si chiama quello che si prova, dolore commovente in cui le membra si dissolvono come cera che cola.
Un peccato non provarlo.
La narrazione raffinata, la scrittura densa, potrebbero raggelare, così come raggela, all'inizio, trovarsi nella città vecchia all'apertura del Presidio con la nebbia che toglie il fiato. Non fermatevi, andate avanti, scoprirete il potere seduttivo di questa storia. Rileggerete i brani più volte per non perdervi nulla o meglio per perdervi mentre ogni resistenza al desiderio, ogni barriera al dolore viene abbattuta.
Un gran peccato non viverla.
Il Presidio é un luogo macerante, è un'entità viva e ferale, gli spiriti oscuri ne escono solo il giorno di Ognissanti quando le porte del Presidio vengono aperte ed è vietato stare in giro in quella notte.
Tutto intorno la Città Vecchia, le nove nazioni, le nove famiglie e i relativi reggenti. Tutto intorno le Confraternite, gli ordini, le Societas degli Sholares, umani e redivivi. Una famiglia sterminata, una tregua, una morte misteriosa, patti indicibili, la ricerca della verità, linee di sangue, orgoglio, vanità, dolore e appartenenza.
Axel é un mistero fatto carne, sul corpo i segni da interpretare per leggerne il passato ed il presente. La chiave di lettura l'ha depositata nelle mani di Eloise.
Eloise è un coraggio ingenuo con un destino inquietante non voluto, protetta dalla risata di Asthon. Asthon é fiammelle nel buio, brezza leggera o tempesta violenta, é odore di fiori, è ombre danzanti sotto il suo volere.
E vi ho detto ben poco, scoprendo ancora meno.
L'autrice ci regala una storia di una bellezza opprimente. Sarebbe un peccato non leggerla.





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